17 dicembre 2009

Una foto.


Ho trovato una foto in un libro comprato per caso: è un ragazzino impettito con una divisa militare.
Un viso ripulito per un’importante occasione. Aristocrazia fasulla in cui rimbomba un tragico destino.
Non è più che un foglio macchiato da un orlo marrone, increspato e irrimediabilmente imperfetto. Porta con sé la colpa della disattenzione, è il sacrificio di una protezione vana. È la nostra meschinità, la piccolezza, l’inutilità.
Questa immagine ha di sicuro avuto un senso prima di impregnarsi dell’odore attraente e insopportabile della muffa e della dimenticanza; avrà incrociato gli occhi di una madre orgogliosa, di una donna innamorata. Questa foto sarà stata oggetto di ammirate attenzioni prima di diventare niente più che un pezzo di carta qualunque tra le mani di uno sconosciuto che ha pensato di buttarla.

14 dicembre 2009

Con un souvenir del Duomo??

huhuuhuh



Che dire... we always love you mr. B.

07 dicembre 2009

Senza titolo.

Qualcosa di vivo e di antico riempie tutti gli spazi di un senso così gioioso eppure così ineffabile e lontano, da suscitare quasi indifferenza. Che vite incredibilmente comode le nostre, finte ma verosimili come le foglie di una pianta di plastica che al vento sembrano quasi vivere di vita propria. Vorrei credere in loro, davvero, ma il colore è insopportabilmente sbiadito e quei contorni terribilmente sfilacciati.