Cioè!
So che è brutto approcciare con un’esclamazioni da adolescente pustoloso ed essemmesse-dipedente ma il dubbio è sorto talmente spontaneo che di sicuro mi concederete il lusso di sintetizzare il mio intimo sentire in un’esclamazione pregna di sgomento.
Zoè ti prego.
Trovo la foto di La Toya sul sito della Repubblica che ha deciso, non senza il plauso del sottoscritto, di concentrare tutte le puttanate del giorno in una colonnina collocata alla destra della pagina. Normalmente inizio con il leggere le notizie principali; poi dirigo senza indugio la freccia del mouse sull’area cazzate.
Ebbene mi trovo a leggere per l’ennesima volta questo cognome famoso abbinato a questo nome naturalmente foriero di risolini e mottetti.
La Toya…
cavoli, mi tocca combattere anche con il correttore automatico di word.
Simpatico burlone, non la smetterai mai di fare la canaglia!
… chi è? Mi sono posto questa domanda e, nel rispondermi superficialmente “la sorella di Michael”, mi è sorto, per onestà intellettuale, la voglia di non essere tanto ingiusto da relegare in una nicchia di umiliazione e perdenza questa 53enne teenager che – porca Toya! – si tiene decisamente bene. Oserei quasi chiamare in causa l’inversa proporzionalità che la lega al fratello sempre più rattrappito, scambiato e talmente pieno di problemi e turbe che terrei un suo cd in mano solo se mi si concedesse di impiegare l’altra per grattarmi le palle.
Con una rapida ricerca Google arrivo ad una definizione sintetica del personaggio solo dopo aver scartato i primi risultati dal tenore: ‘La Toya nuda’, ‘La Toya reginetta di Playboy’.
La Toya Jackson (born May 29, 1956) is an American singer-songwriter, musician, author, television personality and actress.
Se, vabbè. Perché non anche PRESIDENT OF UNITED STATES OF AMERICA (yeah!) e suorina di Calcutta?
Buttandomi alle spalle questo mare di corbellerie, ho potuto constatare che in effetti La Toya, non sapendo fare nulla di tutte le belle cose elencate sul Wikipedia d’oltreoceano, ha limitato la sua esistenza professionale a sfruttare subdolamente l’immagine del fratello famoso per poi soffrirne l’ombra incombente. Certo è che tra i nasi malamente conciati del globo il suo ricopre direttamente la seconda posizione per essere semplicemente la copia colorita del non-naso per eccellenza.
A onor del vero devo infatti puntualizzare che la nostra beniamina si è fatta autrice di una ragguardevole serie di lavori discografici che dal 1980 ad oggi sono stati accompagnati da dimenticanza e oblio e di cui ho limpidamente e completamente ignorato l’esistenza fino ad oggi.
Gli unici a farsi infinocchiare siamo stati, ovviamente, noi italiani che l’abbiamo ospitata nel 1990 ad uno strano festival di Sanremo in cui si “accoppiava” ad ogni cantante italiano un artista straniero e dove La Toya ha saputo subito farsi volere bene cantando la canzone “You and Me”, versione inglese di “Verso l’ignoto” di Gianni e Marcella Bella. Alla domanda, di consueto inutile, di Pippo Baudo circa lo stravolgimento del titolo della canzone la risposta degli autori fu: e che ne sappiamo? Chiedetelo a quella là...
Nel 1994, in un periodo di fiacca, La Toya pensa bene di accanirsi contro il fratello e la madre (che se lo difendeva) dichiarando quanto segue:
E’ vero è mio fratello! ma non posso appoggiarlo. Riflettete! Quale uomo di 35 anni vive come una ragazzino: se andate nella sua casa vedrete giocattoli e un mondo di fantasia e inoltre non troverete mai persone adulti, solo ragazzini.
Per poi far intervenire, poco più tardi, l’elegante smentita in cui l’uscita poco felice veniva imputata, seppur indirettamente, alle minacce del marito che l’aveva costretta a dare al fratello del pedofilo pazzo con la promessa, in cambio, di non diffondere un suo video hard. Insomma, una bella manica di gente di merda.
Dopo circa dieci anni dall’increscioso episodio, vediamo La Toya prodigarsi in ringraziamenti ai fan per il sostegno dimostrato nei confronti del fratello che, in un mare di cacca fino al collo, sembrava tutto preso a dare immagini di sé ai limiti del surreale: sempre più bianco, su una sedia a rotelle e protetto da una pezza arravogliata in testa e da una mascherina sulla bocca. Per la serie “non destiamo sospetti”.
Ma arriviamo ai nostri giorni. La Toya esce della casa del Big Brother inglese versione vip, ancora una volta esclusa, ironia della sorte, da un ‘grande’ fratello.
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So che è brutto approcciare con un’esclamazioni da adolescente pustoloso ed essemmesse-dipedente ma il dubbio è sorto talmente spontaneo che di sicuro mi concederete il lusso di sintetizzare il mio intimo sentire in un’esclamazione pregna di sgomento.
Zoè ti prego.
Trovo la foto di La Toya sul sito della Repubblica che ha deciso, non senza il plauso del sottoscritto, di concentrare tutte le puttanate del giorno in una colonnina collocata alla destra della pagina. Normalmente inizio con il leggere le notizie principali; poi dirigo senza indugio la freccia del mouse sull’area cazzate.
Ebbene mi trovo a leggere per l’ennesima volta questo cognome famoso abbinato a questo nome naturalmente foriero di risolini e mottetti.
La Toya…
cavoli, mi tocca combattere anche con il correttore automatico di word.
Simpatico burlone, non la smetterai mai di fare la canaglia!
… chi è? Mi sono posto questa domanda e, nel rispondermi superficialmente “la sorella di Michael”, mi è sorto, per onestà intellettuale, la voglia di non essere tanto ingiusto da relegare in una nicchia di umiliazione e perdenza questa 53enne teenager che – porca Toya! – si tiene decisamente bene. Oserei quasi chiamare in causa l’inversa proporzionalità che la lega al fratello sempre più rattrappito, scambiato e talmente pieno di problemi e turbe che terrei un suo cd in mano solo se mi si concedesse di impiegare l’altra per grattarmi le palle.
Con una rapida ricerca Google arrivo ad una definizione sintetica del personaggio solo dopo aver scartato i primi risultati dal tenore: ‘La Toya nuda’, ‘La Toya reginetta di Playboy’.
La Toya Jackson (born May 29, 1956) is an American singer-songwriter, musician, author, television personality and actress.
Se, vabbè. Perché non anche PRESIDENT OF UNITED STATES OF AMERICA (yeah!) e suorina di Calcutta?
Buttandomi alle spalle questo mare di corbellerie, ho potuto constatare che in effetti La Toya, non sapendo fare nulla di tutte le belle cose elencate sul Wikipedia d’oltreoceano, ha limitato la sua esistenza professionale a sfruttare subdolamente l’immagine del fratello famoso per poi soffrirne l’ombra incombente. Certo è che tra i nasi malamente conciati del globo il suo ricopre direttamente la seconda posizione per essere semplicemente la copia colorita del non-naso per eccellenza.
A onor del vero devo infatti puntualizzare che la nostra beniamina si è fatta autrice di una ragguardevole serie di lavori discografici che dal 1980 ad oggi sono stati accompagnati da dimenticanza e oblio e di cui ho limpidamente e completamente ignorato l’esistenza fino ad oggi.
Gli unici a farsi infinocchiare siamo stati, ovviamente, noi italiani che l’abbiamo ospitata nel 1990 ad uno strano festival di Sanremo in cui si “accoppiava” ad ogni cantante italiano un artista straniero e dove La Toya ha saputo subito farsi volere bene cantando la canzone “You and Me”, versione inglese di “Verso l’ignoto” di Gianni e Marcella Bella. Alla domanda, di consueto inutile, di Pippo Baudo circa lo stravolgimento del titolo della canzone la risposta degli autori fu: e che ne sappiamo? Chiedetelo a quella là...
Nel 1994, in un periodo di fiacca, La Toya pensa bene di accanirsi contro il fratello e la madre (che se lo difendeva) dichiarando quanto segue:
E’ vero è mio fratello! ma non posso appoggiarlo. Riflettete! Quale uomo di 35 anni vive come una ragazzino: se andate nella sua casa vedrete giocattoli e un mondo di fantasia e inoltre non troverete mai persone adulti, solo ragazzini.
Per poi far intervenire, poco più tardi, l’elegante smentita in cui l’uscita poco felice veniva imputata, seppur indirettamente, alle minacce del marito che l’aveva costretta a dare al fratello del pedofilo pazzo con la promessa, in cambio, di non diffondere un suo video hard. Insomma, una bella manica di gente di merda.
Dopo circa dieci anni dall’increscioso episodio, vediamo La Toya prodigarsi in ringraziamenti ai fan per il sostegno dimostrato nei confronti del fratello che, in un mare di cacca fino al collo, sembrava tutto preso a dare immagini di sé ai limiti del surreale: sempre più bianco, su una sedia a rotelle e protetto da una pezza arravogliata in testa e da una mascherina sulla bocca. Per la serie “non destiamo sospetti”.
Ma arriviamo ai nostri giorni. La Toya esce della casa del Big Brother inglese versione vip, ancora una volta esclusa, ironia della sorte, da un ‘grande’ fratello.