01 settembre 2009

Un maligno calabrone

/ agitando il pungiglione / senza un valido perché / lui puntava proprio me! / ronza ronza mi minaccia / ahi di pungermi la faccia! / Ma sarebbe un’indecenza / una tale confidenza! / Uh uh uh ma che vuoi / uh uh uh fatti i fatti tuoi. [...]
Ben ritrovati.

Tra i ricordi della fanciullezza occupa un posto di tutto riguardo la malinconica nenia appena citata. La canzone, dedicata al difficile rapporto tra il calabrone e l’essere umano, è tornata alla ribalta da quando mi sono avveduto della carica attrattiva che esercito sulla famiglia dei vespidi: calabroni, api e derivati hanno intristito più di un momento lieto delle mie vacanze.
La storia del maligno calabrone, di autore ignoto, deve essere annoverata nel ciclo della chanson-trista, ovvero quel ciclo di litanie malinconiche nate praticamente dal nulla e al solo scopo di far precipitare bambini e adolescenti nel tunnel di una prematura depressione. Il motivo per cui qualcuno dovrebbe sentire il bisogno di cantare o insegnare ad un proprio figlio la storia di un calabrone particolarmente insolente non l’ho ancora colto, ma credo che le mie difficoltà dipendano dalle profondamente mutate tecniche di educazione dei bambini: ai tempi dei miei genitori i bambini seguivano un percorso di crescita costellato da proibizionismo e senso di colpa che trovava in tristi aneddoti postbellici, struggenti luoghi comuni e drammoni musicali come il maligno calabrone un infallibile lasciapassare che a tratti e indirettamente ci siamo dovuti sorbire anche noi nati negli anni Ottanta.
Destino ben diverso per i nati nel nuovo millennio: anziani nanoformi con cui i genitori ragionano. Eh sì perché dovete sapere che oggi il pacchero non si usa più: si discute, si sviscera, si analizza. Il risultato è la creazione di questi piccoli mostri arroganti che imparano a giocare a burraco prima ancora di capire il funzionamento del vasino, a disquisire di politica nazionale prima ancora di capire che la cicogna, in realtà, è solo una testa di paglia e a preoccuparsi del proprio futuro lavorativo quando il Problema dovrebbe essere quello di riuscire a non fare pipì a letto. Davvero non so che adulti ne verranno fuori. Sia chiaro: non credo di percorrere, insieme a tutti i miei coetanei, la strada della serenità mentale: tra amici e conoscenti ho imparato a capire che almeno due su tre farebbero molto bene a frequentare stabilmente uno psicologo bravo (io sono tra i due ovviamente) ma questo rapporto alla pari con i genitori mi ha sempre insospettito.
Prima o dopo, lo so già, torneremo alle tecniche educative di un tempo, agli schiaffoni, alle cinghiate e a fiabe piacevoli quanto un pugno nello stomaco come quella che segue dei fratelli Grimm.


C’erano una volta due sorelle: una non aveva figli ed era ricca, mentre l'altra aveva cinque figli, era vedova e cosi povera che non aveva neanche il pane per sfamare se stessa e i suoi bambini. Allora, in quegli stenti, andò dalla sorella e disse: 
- Io e i miei bambini patiamo la fame. Tu sei ricca, dammi un po' di pane.

Ma la riccona aveva anche il cuore di pietra e disse:

- Anch'io non ho niente in casa.

E scacciò la povera in malo modo. Dopo un po', rincasò il marito della sorella ricca e voleva tagliarsi un pezzo di pane. Ma non appena vi affondò il coltello, ne uscì sangue vermiglio. A quella vista, la donna inorridì e raccontò quel che era successo. Egli allora corse dalla vedova per darle aiuto, ma entrando nella stanza la trovò che stava pregando: teneva in braccio i due bambini più piccoli, mentre i tre più grandi giacevano a terra morti. Egli le offrì del cibo, ma ella rispose:

- Non abbiamo più bisogno di cibo terreno: Dio ne ha già saziati tre, e presto esaudirà anche le nostre preghiere.

Aveva appena pronunciato queste parole, che i due piccini resero l’ultimo respiro, e subito dopo si spezzò anche il suo cuore ed ella cadde morta.

7 commenti:

Michele ha detto...

ben rientrato!
ciao PEPE NERO
Michele pianetatempolibero

Andrea ha detto...

Bentornato Pepe, personalmente vanto una puntura di ape berlinese...

Pepenero ha detto...

@michele: grazie MICHELE PIANETA-TEMPO-LIBERO!

@andrea: ehhh anche tu? Ci sono api, governo ladro!

Paz83 ha detto...

oggi vedo ad esempio i miei cuginetti, 12 e 16 anni, piccoli avvoltoi arroganti accessoriati con ogni comfort, squali peggio di quelli che hanno creato la bolla immobiliare. Insomma gente che a me verrebbe voglia di educarli alla vecchia maniera, solo a guardarli..e poi glielo do io il calabrone ;)

prostata ha detto...

Certo che il regista di Hostel ai fratelli Grimm gli fa una pippa... O_o

duhangst ha detto...

Ben Tornato

Rano ha detto...

Grazie per essere passato dalle mie parti!

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