Il 21 e il 22 giugno andremo a votare per il referendum elettorale. La data estiva, voluta fortemente dalla Lega, che non ha accettato di abbinare – come ben si sarebbe potuto fare – i quesiti referendari alla tornata elettorale del 6 e 7 giugno, ha il solo scopo di scoraggiare gli italiani dall’esercizio del proprio diritto di voto, così da preservare la fortunata alleanza con il “Popolo della Libertà” che ha permesso al Carroccio di perseguire quel disegno antirepubblicano cui si è sempre ispirato.
L’aspetto assolutamente paradossale della vicenda è che i problemi ‘esistenziali’ di un partito esplicitamente concentrato su se stesso qual è la Lega sono stati estesi al Paese intero: la scelta della data indipendente, infatti, oltre a costringere gli Italiani a recarsi una seconda volta alle urne costringe tutti noi, fatto ancor più grave, a sostenere, nuovamente e a così breve distanza di tempo, le spese necessarie alle votazioni. Sicché i milioni di euro che di fatto noi contribuenti sborseremo sono stati giustamente considerati una vera e propria tassa (la Bossi-Tax) che un partito rappresentativo di una esigua parte del nostro Paese ha deciso, per una questione ancora una volta ‘personale’, di far pagare a tutti. Evidentemente, quando si tratta di pagare non c’è Meridione, Centro o Settentrione che tenga.
Perché questo referendum? Su cosa sono chiamati ad esprimersi gli italiani?
Per capire i motivi di questo referendum bisogna avere ben chiaro in cosa consiste il sistema proporzionale e in cosa il c.d. premio di maggioranza. Senza dilungarsi su questioni teoriche particolarmente complesse basti sapere che il sistema elettorale italiano è un sistema proporzionale il cui scopo è (per semplificare al massimo) quello di tradurre in seggi i voti espressi alle elezioni, secondo la regola generale che a ciascun partito debba spettare un numero di seggi corrispondente al numero di voti ottenuto. Lo scopo è quello di far sì che il gruppo di rappresentanti (in Italia parlamentari e senatori) sia un’esatta fotografia della concreta realtà politica espressa dai voti della popolazione, con la garanzia che anche il cittadino sostenitore di un piccolo partito abbia chi lo rappresenta.
L’inconveniente maggiore provocato dal sistema proporzionale è quello di creare instabilità governativa sia perché, garantendo i partiti minori, si consegna loro la possibilità di condizionare i governi in misura ben maggiore del proprio reale peso elettorale, sia perché, a causa dell’alta frammentazione, le maggioranze sono spesso assai risicate ed esposte a continue ‘imboscate’ da parte dell’opposizione. Per tale ragione sono stati introdotti dei correttivi volti a limitare i difetti connaturali al sistema proporzionale, quali la clausola di sbarramento, in base alla quale al di sotto di una certa percentuale di voti il partito non ha diritto ad occupare alcun seggio, e il c.d. premio di maggioranza (o bonus), consistente in una quota variabile di seggi aggiuntivi assegnati 'alla lista' o alla 'coalizione di liste' risultanti prime classificate alle elezioni, qualora non abbiano già raggiunto il massimo livello percentuale consentito.
Secondo l’attuale legge elettorale di Camera e Senato (così come introdotta con la legge n. 270 del 2005), a beneficiarie del premio di maggioranza possono essere alternativamente “liste” o “coalizioni di liste”. I quesiti I e II del referendum sono volti a cancellare la parte della norma che permette anche alle coalizioni di partiti di beneficiare del premio di maggioranza.
Perché si è proposto di impedire che del premio di maggioranza si possa avvantaggiare anche la coalizione? Concretamente cosa succederebbe se vincesse il ‘sì’?
Il premio a favore non solo della lista ma anche della coalizione ha significato, guardando alle recenti elezioni politiche, che il premio ottenuto dal Popolo delle libertà, partito più votato dagli Italiani, si è esteso anche alla lista collegata della Lega, facendo sì che a beneficiare del premio sia stato non solo il partito effettivamente più votato (il Pdl), ma anche un partito, qual è la Lega, che per voti è stato ben lontano dall’avere diritto al bonus di seggi!
Il I quesito e il II quesito, rispettivamente per Camera e Senato, si propongono di abrogare quella parte della legge che permette il collegamento tra liste. In caso di esito positivo (maggioranza di sì) la conseguenza sarebbe che a presentarsi alle lezioni potranno essere solo singole liste e il premio di maggioranza verrebbe attribuito solo alla lista singola (e non più alla coalizione) che abbia ottenuto il maggior numero di voti.
Verrebbero inoltre innalzate le soglie di sbarramento al 4% per l’accesso alla Camera e all’8% per essere rappresentati in Senato.
Presentandosi alle elezioni solo singole liste (solo il Pd, solo il Pdl, solo la Lega, solo l’Idv…) appare evidente che per il conseguimento del premio di maggioranza non risulteranno più indispensabili le improbabili coalizioni cui abbiamo assistito negli ultimi anni o, comunque, si renderà necessaria la formazione di liste unitarie con identità di programmi, di leader etc…
I sostenitori del no cosa dicono?
I sostenitori del ‘no’ ritengono che questa tendenza al bipartitismo rischia di tradursi in una lesione del pluralismo politico senza considerare, però, che il pluralismo di un sistema composto da molteplici partiti, oltre che produrre instabilità, è già morto e sepolto da tempo! Dati alla mano, i piccoli partiti delle recentissime elezioni europee, eccezion fatta per quelli di protesta come Lega e Idv, hanno ottenuto pochissimo riscontro.
Tutto questo senza considerare il fatto che costringere il grande partito ad un’alleanza al solo fine di conquistare il bonus di seggi significa, di fatto, subordinare il grande partito ai capricci del piccolo partito collegato, con la differenza che il grande è per voti molto più rappresentativo del piccolo!
Perché alcuni movimenti politici (tra cui la Lega) chiedono agli italiani di non votare?
La Lega, ovviamente, spinge all’astensionismo, puntando al mancato raggiungimento del quorum: se la legge cambiasse, infatti, il suo ruolo di indispensabile alleato per la ‘tenuta’ del governo verrebbe meno, e con esso la possibilità di tenere sotto scacco una maggioranza che, proprio perché spaventata dalla continua minaccia di crisi, sta assecondando senza troppe resistenze i noti programmi reazionari, antirepubblicani e xenofobi.
La modifica dell’attuale legge elettorale, infatti, finirebbe anzitutto con l’escludere la possibilità, per un partito rappresentativo di un’esigua percentuale della popolazione nazionale, di godere di riflesso dei benefici riconosciutigli dall’attuale legge elettorale in virtù di un mero collegamento di liste; ma, soprattutto, gli impedirebbe di esercitare, come avviene oggi, un potere di rappresentanza politica che non corrisponde minimamente al peso elettorale del partito!
Appare quindi evidente lo stato di tensione che si è creato in seno alla Lega e che ha indotto il suo leader, per l’ennesima volta, ad estorcere un accordo a Berlusconi, inizialmente favorevole al voto. Roberto Calderoli, ministro per la Semplificazione normativa, ha addirittura espresso il timore che il referendum possa far scivolare verso la « tirannide ». Per tranquillizzare Calderoli basterebbe fargli osservare che, con il nuovo sistema, gli elettori si concentreranno (come di fatto già avviene) sui grandi partiti, con la conseguenza che il primo partito sarà quello con una percentuale di voti particolarmente elevata. In ogni caso, cambiare l’attuale legge elettorale – definita dal suo stesso creatore (Calderoli appunto) “una porcata” – permetterà di evitare, come avvenuto grazie all’ attuale normativa, che un partito attualmente rappresentativo del 10% della popolazione (dati delle recenti elezioni europee) possa tenere sotto scacco il restante 90% che non lo ha votato!
Se c’è una cosa realmente antidemocratica nel nostro Paese, questa è la pretesa della Lega, di esercitare un potere di veto con cui la maggioranza di governo è continuamente ricattata, sì da esercitare un ampio potere di rappresentanza dall’alto della sua piccola fetta di elettori nascondendosi, tuttavia, dietro poteri istituzionali che dovrebbero, per loro natura, rappresentare tutti!
In tal senso credo meriti pochissime parole e molto sdegno lo sfruttamento delle posizioni istituzionali occupate dai dirigenti della Lega (a partire dal ministro dell’Interno) per boicottare e sabotare un istituto democratico qual è il referendum.
E il terzo quesito?
Il terzo quesito, svincolato dai primi due, mira ad impedire una brutta abitudine particolarmente abusata: quella di singoli soggetti, solitamente i leader di partito, di presentarsi fittiziamente in più circoscrizioni per far letteralmente man bassa di voti.
Con la vittoria dei sì verrà assestato un duro colpo alla nomina dei parlamentari da parte delle Segreterie di partito, che decidono chi debba andare al Parlamento sia prima delle elezioni, sia (grazie alla candidature multiple) all’indomani del voto.
In conclusione…
Questo referendum non ha colore politico, non è né di destra è né di sinistra: sebbene non si possa negare la ricaduta sul sistema, al contempo non si può che ritenere tale passaggio una mera formalizzazione di uno stato di fatto della vita politica di questo Paese che, piaccia o no, è ormai è ben cristallizzato da tempo.
Queste pagine, scritte da chi sostiene le ragioni dei promotori, non hanno lo scopo di indurre chi ha avuto la pazienza di leggerle a votare ‘sì’ ma solo quello di offrire un qualche spunto per andare al voto con una maggiore consapevolezza. In televisione, per le ragioni sopra esposte, non si è parlato di referendum e, al di là dei doverosi spot a spiegazione delle modalità di voto, è come se nulla dovesse accadere.
Internet in più di un’occasione si è dimostrato un mezzo potente di comunicazione in grado di travalicare i confini della censura permettendo a parte della popolazione di sopravvivere alla tattica della ‘volontaria’ dimenticanza che oggi contraddistingue il sistema di informazione in Italia. Per il momento ci è ancora permesso comunicare attraverso mail, blog, social network… approfittiamone.
Se hai trovato questo post utile, interessante o, comunque, un valido spunto per un’autonoma informazione, diffondilo linkandolo o tramite copia&incolla.
26 commenti:
Il mio amico Alberto ha i testicoli spigolosi (leggi palle quadrate) e allora appoggio e inoltro. E inoltrate pure voi.
Se poi ci scappasse anche una letturina veloce non sarebbe male... grazie per il complimento, vuol dire che non ti trafiggerò con la palla spigolosa. Contento?
Ottimo post, chiaro e semplice :)
l'ho già linkato in qua e in là ;)
Non ci sto a capire più nulla! In un altro blog dicevano di astenersi perchè votando x il sì avremmo fatto un favore a S.B. e votando per il no era praticamente lo stesso, per non so che tipo di ingarbuglio! Sono in crisi help che cacchio devo fare????
@z3ro: grazie!
@ANNA: bhè, non ti hanno detto una cosa assolutamente sbagliata (semmai un po' troppo uterina): votando 'sì' ai primi due quesiti praticamente agevoli i partiti più votati - pdl e pd - perché eviti loro di dover trovare un alleato per accrescere la percentuale di voti utile al premio (e alla vittoria).
Se vincessero i sì berlusconi ne uscirebbe agevolato perché si libererebbe del peso della Lega non avendo più bisogno dei loro voti (ma lo stesso varrà, quando e mai sarà, per il pd che non avrà bisogno di allearsi con l'idv o altri piccoli partiti): insomma, lo scopo del referendum non è di aiutare una parte politica ma di scongiurare quel meccanismo perverso che si crea con l'alleato che è sempre lo stesso: il piccolo partito diventa indispensabile al grande che, per evitare la crisi, lo asseconda (divenendone servo). Attualmente va tutto a nostro danno perché ad essere assecondata è la Lega ma se torni allo scorsa breve legislatura della sinistra ti rendi conto che il discorso lo puoi ripetere 'pari-pari' (caso mastella).
Se poi questo discorso non ti convince puoi sempre votare 'no'. L'importante è che tu non ti astenga.
Se penso che il prossimo fine settimana risono al seggio mi sparo in bocca.
ho scritto un post ieri anche io sul referendum, il mio voto sarà NO, NO e SI
ciaooo buona domenica
Io mica sono tanto d'accordo pepe...voglio dire, se la Lega e L'IDV possono permettersi di influenzare le scelte di Pdl e Pd è solo perchè i due grandi partiti non hanno un numero di voti sufficiente per governare autonomamente. Ma questo avviene, perchè entrambi non hanno capacità di coinvolgimento dell'elettorato a così alto livello...in sostanza non sono credibili a tal punto da raggiungere percentuali vicine al 50%. Se il Pdl fosse un partito + serio, la lega non avrebbe il 10% e se il Pd fosse un partito meno ridicolo di quello che è l'IDV si sognerebbe l'8%. Deve migliorare la classe dirigente di entrambi i partiti se non vogliono ricatti dai partiti minori, troppo facile ricorrere ad un espediente che farò rimanere le solite facce al loro posto. Per questo anche io voterò No, No, Si e cmq credo che l'attuale legge elettorale necessiti di ulteriori modifiche, in particolare quella riguardante la composizione delle liste che non permette di esprimere la preferenza
Toxic, il tuo ragionamento è concettualmente giusto e sono d'accordo sulla spinta virtuosa di un meccanismo concorrenziale piuttosto che di un duopolio (tanto per buttare la cosa sulla logica di mercato). La questione, però, non può giocarsi sui numeri e deve necessariamente tenere conto dello stato di fatto:
- per il primo aspetto si può dire che in un sistema a più voci è impensabile che un partito riesca ad arrivare da solo al 50% di consensi (quindi si rende sempre necessaria un'alleanza di mera opportunità);
- per il secondo aspetto, collegato al primo, bisogna rilevare come nel nostro sistema politico un'alleanza di mera opportunità non può se non essere con la lega (per il centro destra) e con l'italia dei valori (per il centro-sinistra): due partiti con un fondamento politico chiaramente inidoneo ad un'alleanza in grado di durare senza compromessi, contentini e acritica sottomissione (del grande partito al piccolo partito).
La deriva razzista dell'attuale governo ne è la prova: per quale motivo secondo te berlusconi (che tra i tanti interessi personali non ha mai avuto quello di eliminare brutalmente gli immigrati) si è trovato a dover appoggiare la politica della lega?
Non lo so, ammetto che sono confuso anche io. Credo, tuttavia, che voterò NO NO Sì anche io. Perché
1. Il sì agevola il PDL in questo momento e la cosa mi disturba.
2. Il PD non sta facendo bene e non è pronto a governare da solo, quindi anche nella remota possibilità che ottenga presto la maggioranza non mi dispiace che debba tenere in considerazione l' IDV.
3. Per quanto piena di limiti, la politica dell'IDV in questo momento si sforza di essere trasparente e definita, e mi dispiacerebbe dare un voto che gli seghi le gambe.
Poi tendenzialmente preferirei esprimermi a favore della stabilità del governo, ma date le premesse, l'Italia non è pronta per il bipartitismo.
Infine, come sempre, mi dà fastidio sentire l'invito all'astensionismo da parte di chiunque, quando viene da movimenti politici è anche peggio.
anonimo, ma devi considerare che il bipartitismo porterebbe l'idv a confluire nel pd: le marionette rimarrebbero sempre quelle ma in diverse collocazioni! La grande differenza sta nella maggiore stabilità di governo dovuta al fatto che si sottrae al piccolo partito di coalizione il potere di far cadere con uno schiocco di dita la maggioranza.
Il pdl sia che passi il sì e sia che passi il no continuerà a rimanere al potere! La grande differenza è che la lega non rappresenterebbe più il vincolo insormontabile che è ora.
Odio Berlusconi ma detesto ancor di più il connubio con Bossi. Almeno ce ne leviamo uno dalle palle.
Sono d'accordo con te che la politica attuale del Pdl sia in gran parte influenzata dalla Lega, ma torno a ripetere che è in primo luogo colpa del Pdl. E poi io vedo come una priorità il rinnovo della classe dirigente e col Si al referendum le solite facce rimarrano lì in eterno...e poi, sei proprio sicuro che se Berlusconi non avesse bisogno della Lega per governare la cosa migliorerebbe? Forse avremmo meno leggi razziste, ma di sicuro si accellererebbe di molto il processo di demolizione di questo Stato...io non me la sento proprio di lasciare chiavi in mano il paese a questa gente, e nemmeno di consegnarlo al solo PD, che è il primo alleato del PDL poichè non fa una opposizione seria da almeno 10 anni
Vi prego, VOTATE VOTATE VOTATE!
Io non posso ancora a causa dei tempi lunghi del consolato e mi dispiace davvero di essere privata del mio diritto al voto....
Anche un mio amico sta facendo circolare queste notizie in modo da permettere agli amici di votare in modo consapevole.
Baci
Io sono d'accordo con Toxic Pain...
Bisogna vedere se davvero Berlusconi forte di un partito privo di "disturbi" da parte della Lega, facesse davvero il bene del paese. (Cosa alquanto improbabile a mio parere) [vedi NODO ALFANO, per citare un esempio]
Per quanto riguarda il PD, non è una vera opposizione: è "il meno peggio" ,se mi passate l'espressione.
Firmato :FILIPPO
Veramente un bell'articolo, grazie per l'informativa, lo inoltro con piacere a tutta la mai mail list.
In questi ultimi giorni sono girate voci di un ritorno alle urne ventilato sottovoce da Silvio. Allora ho pensato, ma è un pensiero mio sia chiaro e non fondato su nulla di tecnico, se passasse il SI, cosa quasi impossibile perchè in Italia i referendum sono come il sudoku, a volte tirano ma spesso no, se passasse il si dicevo, silvio potrebbe anche pensare di far in modo che si torni alle Urne, e a quel punto correre senza bisogno della lega o di altri avendo lui il partito di maggioranza, allungando per altro anche il tempo della sua permanenza al vertice se vincesse. Ossia fino alle elezioni e poi tutti i 5 anni del nuovo mandato. Ora, sono il primo a riternerlo un pensiero peregrino, quasi fantapolitico. Ma se io fossi al suo posto forse ci proverei. Gli strumenti in quel caso potrebbero non mancargli. Con buona pace della lega e di tutti gli altri
Io credo che il ragionamento sia proprio questo. Il punto è che per quel che mi riguarda è meglio Silvio da solo che Silvio con Bossi.
articolo semplice, chiaro e preciso, per quanto riguarda anche io penso che mi esprimerò come te, ma nn partendo dal fatto: ora chi sta al governo fa qualcosa che nn aoprovo oppure sta con qualcuno il quale ha idee che nn approvo, anche perchè nn sono molto felice della "gestione" berluconi visto che nel PdL c'è molta altra gente molto più valida, democratica e meritevole. Cmq il problema resta quello di una frammentazione di idee, valori ed ideali che persino all'interno degli stessi partiti è davvero imbarazzante (cito alcuni diverbi subito risolti tra berlusconi e fini o tra dalema e franceschini) figuriamoci all'interno di una coalizione!!! Se poi ci aggiungiamo il fatto che anche dalle scelte di un partito con solo il 4% all'interno di una coalizione potrebbero dipendere le sorti di una legilatura.... cmq la soluzione migliore è quella di scegliere tutti sì; per non si avvantaggia nessuno visto che berlusconi è già stato eletto e penso che nn si cambi l'attuale conformazione del parlamento e senato, ma dalla prossima legislatura magari succederà qualcosa di nuovo
sfogo personale: basta che tutto nn vada a favore di di pietro, il quale è odiato profondamente da una part di me stesso molto permalosa: chiuso lo sfogo personale
grazie per chi lo avesse letto
ancora i miei complimenti per il post
Da anonimo ad anonimo, senza offesa, ma penso che il tuo ragionamento non funzioni troppo. O meglio funziona,ma è troppo superficiale, in quanto non hai tenuto conto dello "strapotere" che acquisirebbe colui che, qualcuno in questo blog, chiama paternalmente Silvio. Anche se debole, la Lega è un elemento di contestazione, di disturbo all'agire di Berlusconi che se investito della totale maggioranza "spadroneggerebbe" con tutta la sua boria su tutto il paese.
E non solo guarderebbe sempre meno al bene della popolazione, ma,investito di nuova potenza, acquisirebbe ulteriore sicurezza nelle sue capacità politiche (pur non avendone, carisma aparte) e chissà cosa combinerebbe in Italia e all'estero.
Per chi, come me, ha sempre pensato che Berlusconi non è altro che un imprenditore e a capo del governo non farai mai nulla di buono per l'Italia in sè , ma solo per se stesso , la scelta del sì è sconsigliatissima.
Per chi ha ancora fiducia nelle sue promesse, nelle sue capacità e pensa che sia l'uomo giusto al posto giusto, bè mi auguro tanto che abbiate ragione, anche se sono molto scettico a riguardo.
Tante buone cose.
Filippo
Secondo te un cittadino del centro-sud veramente può vedere in bossi una garanzia? Ma, soprattutto, secondo te in quella coalizione c'è veramente qualcuno in grado di frenare la monarchia di Berlusconi?
Che gran confusione...leggo ciò che scrive Pepenero e c'è una logica. Leggo ciò che scrivono i "sostenitori" del NO e anche lì ci sono logiche corrette. Io domani VOGLIO votare, ma sembra che qualunque scelta sia quella sbagliata!
Condivido la confusione di Anonimo (di oggi 21/06) in particolare (1) se ritirare le schede e, se si, (2) come votare; cioè quali significati hanno queste scelte ?
(1) Circa il ritiro delle schede alcuni commenti in rete mi hanno ricordato saggiamente che i padri della costituzione avevano stabilito un quorum per i referendum affinchè l'eventuale modifica alle leggi derivante dal suo passaggio fosse la scelta "effettiva" della maggioranza degli italiani e non di una minoranza e già questo dovrebbe insegnarci parecchio sui primi due quesiti (!).
Purtroppo da anni ormai si è distorto questo iniziale significato usando l'astensione e quindi il quorum come fosse un terzo voto oltre al SI e al NO.
Concludendo, circa l'astensione, la scelta è a mio parere, tra questi due significati: (1A) mi astengo semplicemente perchè non posso o ho difficoltà a votare oppure (1B) mi astengo perchè voglio usare strumentalmente il mio non voto per annullare i due referendum, di cui magari non sono riuscito a capire il contenuto e/o le conseguenze (?).
Ovviamente accetto il primo (1A) e non il secondo (1B) che sarebbe una "non scelta" perchè se la maggioranza degli italiani decide che un referendum non deve passare non decide ne indica se la legge oggetto del referendum è giusta o sbagliata (!).
(2) Circa il voto SI o NO al primo e secondo referendum invece è evidente a tutti la "non soluzione" ai problemi principali e più gravi causati da questa legge e definiti da tutti, anche da chi l'aveva scritta, "corretta" e approvata. La prima e più importante correzione sarebbe stata quella della scelta diretta dei candidati, ma pare non sia possibile interevenire referendariamente (qui vedo anche io la necessità di una riflessione e un intervento da parte di persone altamente qualificate e sensibili ai temi democratici e costituzionali).
Come cittadini votanti quindi come votare ?, quale "messaggio" è possibile dare col voto ?
E' proprio qui il dilemma: il voto è una (2A) scelta o un (2B) semplice messaggio ?
Ancora una volta dobbiamo, io credo, distinguere due significati, uno (2A) originario e uno (2B) "distorto": nel primo caso (2A) "decido" mentre nel secondo (2B) "indico".
"Decido" se indico un voto che a mio parere risolve un problema, trova una soluzione.
"Indico" se la mia intenzione è invece non di dare una soluzione, ma mi attende che poi altri, leggendo e interpretando il mio voto, intervengano modificando la legge nella "direzione" da me indicata col voto. In questo caso però sappiamo bene come il voto venga successivamente interpretato dalla nostra classe politica che è capace di giungere tranquillamente a posizioni "convinte" ma diametralmente opposte !?
In questo caso quindi si colloca, credo, il suggerimento che serpeggia in diversi blog (a proposito fate una ricerca con "referendum semialterno" - 471 risultati - poi fatene una con "referendum semialterno -mancabelli -wizler -giulio -manchex@aliceposta.it" - 13 risultati - e date un'occhiata ai commenti dei nomi qui citati, interessante il copia/incolla sgrammaticato ?!).
Quale significato può avere il voto semialterno ? Non è chiaramente una decisione (è infatti un voto che porta poche differenze tra Camera e Senato e complica ancor più poi i "pesi" e gli equilibri tra le due camere). Non è nemmeno, credo, facilmente interpretabile come "indirizzo, direzione" da dare ai politici per invitarli a fare loro, successivamente, le modifiche alla legge elettorale perchè fortemente contraddittorio e troppo ambiguo.
Concludendo i primi due quesiti mi sembrano un'occasione mancata, uno sforzo che spreca risorse superiori a qualunque risultato soddisfacente ottenibile, una scelta del "male minore" (molto minore!) rispetto ad un male peggiore, ma in nessun caso risolve ne tantomeno può dare indicazioni utili.
Sto ancora pensando cosa fare...
Buon voto e buona domenica a tutte/i.
Gianni
Premesso che votare non è solo un diritto ma un dovere e che l'astenersi in questo come in tutti i casi della vita (non solo della politica) significa lasciar decidere agli altri o far si che nessuno decida, vorrei solo fare un appello: VOTATE, qualsiase cosa, ma votate.
Se non avete capito cosa si vota annullate la scheda ma bisogna andare a votare, altrimenti daremo ancora un chiaro segno, da bravi italiani, ai nostri politici: non sappiamo decidere. E di questo passo avremmo poco da lamentarci se un giorno non ce ne lasciassero più la possibilità.
E chi crede che l'astensione equivalga al "no" si sbaglia di grosso: l'astensione equivale al boicottare la decisione presa da gente che con coscienza e pazienza si è informata ed esprime le sue idee!
Un'ultima cosa: noto che la (quasi?) totalità degli italiani è insoddisfatta dell'attuale governo (non che gli ultimi fossero meglio, chiaro...). Bene, oggi possiamo dimostrare che ciò che fanno non ci sta bene, che vogliamo cambiare, e soprattutto che partecipiamo alla politica del nostro paese. E' giunta l'ora di smettere di lamentarsi e di fare qualcosa, o pensiamo che il Papi (Berlusconi), Mr Frignone (Franceschini, non l'avevate capito?), lo xenofobo sposato con siciliana (Bossi) o il dislessico per eccellenza (Di Pietro, ma siete sicuri sia italiano?) abbiano interesse a cambiare le cose?
Diamo un segnale chiaro e forte all'Italia: siamo noi che decidiamo, ed il modo per farlo è il voto (NB: si o no va in secondo piano!).
BELLL'ARTICOLO.. c'è comunque una gran bella indecisione più che altro credo sia sbagliato mettere cosi' tanti cambiamenti in un unico testo... per semplificare le cose sarebbe giusto porre più domande agli elettori in modo da decidere veramente noi.. un'altra cosa non vedo il link per condividere su facebook...
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