L’ignoranza è un non trascurabile complesso,
una voragine…Carmen Consoli, Signor Tentenna
Poche parole per introdurre i tragicomici dialoghetti che potrete leggere tra qualche riga. È recentemente passata alla Camera una mozione della Lega Nord, finalizzata a istituire classi separate per i figli di immigrati che non parlino l’italiano e non abbiano superato dei test di lingua e cultura italiana. Si consideri che, già nel 2005. l’on. Gibelli, allora Capogruppo leghista, aveva proposto un test d’ingresso nella scuola dell’obbligo per i figli di immigrati. «Questa mozione si propone di affrontare, senza infingimenti, il problema dell’integrazione dei bambini e dei ragazzi stranieri nelle nostre scuole. Per frequentare una classe è necessario avere quel minimo di conoscenze linguistiche necessario per poter seguire il programma», spiega l’on. Roberto Cota, Capogruppo della Lega alla Camera. Plaudendo all’iniziativa ed enfatizzando l’importanza di conoscere la lingua e la cultura italiana, Le Iene hanno pensato di verificare il grado di competenza, in questi campi, di alcuni deputati del Carroccio, ed eccone i risultati. Nelle trascrizioni che seguono indicherò con D. le battute dell’intervistatrice Sabrina Nobile e con R. le repliche ricevute, inserendo tra parentesi quadre alcune mie personali annotazioni. Non è necessario aggiungere altro, le parole si commentano da sé.
ON. VASCON
D. … perché è importante, comunque, che ci sia una conoscenza della grammatica, della lingua italiana di base…
R. Sì, sì, è esattamente così…
D. E me lo dice il passato remoto di ‘cuocere’?
R. [camminando e gesticolando con le mani] Non mi faccia gli esami a me, e faccia qualcosa di più utile… Noi siamo gentili e cortesi, rompete le palle, rom-pe-te le pal-le [si allontana con una grande uscita di scena]!
D. Ma che male c’è nel passato remoto, scusi?
R. Ma vaff******
D. Le ho chiesto il passato remoto, perché si arrabbia?
R. [facendo marcia indietro e poggiando una mano sulla spalla dell’intervistatrice, per poi riprendere il proprio cammino a testa alta] Impara, vai a scuola, cafoncella!
ON. RIZZI
D. È importante sapere il passato remoto di ‘cuocere’.
R. Beh, è fuori dubbio che è importante.
D. Qual è il passato remoto?
R. Di che cosa?
D. Di ‘cuocere’.
R. ‘Cotto’, diciamo ‘Cotto’.
D. È importante sapere chi ha scritto le grandi opere, per esempio chi ha scritto ‘A Silvia’…
R. Non lo so chi ha scritto ‘A Silvia’, ma ci son cose che a un bel momento non è che si può sapere tutto’.
D. Chi ha dipinto ‘L’ultima Cena’?
R. Bah, non me lo ricordo, io. Non è che adesso si può… [emette un suono stranissimo, tra una risata e un conato di vomito] Scusi, eh… a un bel momento, è inutile che andiamo a prendere tutti i particolari, è il principio che conta.
D. Se ho capito bene, è importante il principio che bisogna conoscere la lingua italiana e la cultura italiana, ma non è importante poi conoscerla veramente…
R. Ma è il principio, poi dopo, strada facendo…
D. … se ne frega.
R. Appunto per quello…
ON. PAGLIARINI
D. Mi dica almeno di chi è ‘L’infinito’.
R. Guardi che mi aspettano, dai…
D. Le do due possibilità: Leopardi o Manzoni.
R. Ma no, lo so benissimo che è di… [ride e si interrompe]
D. Di… ?
R. No, no, dai…
D. Di… ?
R. [dopo aver farfugliato qualcosa di incomprensibile] Mi lasci andare, dai…
ON. CALLIGARO
D. Se dico ‘I Malavoglia’?
R. ‘I Malavoglia’… ho già qualche difficoltà…
D. Azzardiamo un autore su ‘I Malavoglia’?
R. [dopo lunga inspirazione e pausa di riflessione] Non me lo ricordo, sinceramente…
D. Lei lo sa il passato remoto di ‘cuocere’?
R. Eehhh [nuova pausa di riflessione]… passato remoto di ‘cuocere’… ‘io cuocei’, ‘tu cuocesti’, ‘egli cuo… co… cosse’.
D. Qual è il participio passato del verbo ‘avere’?
R. ‘Io ebbi’.
D. [dopo silenzio imbarazzato] Quello è il passato remoto, il participio passato…
R. [terza pausa di riflessione] No, no, aspetti, lei mi mette in difficoltà, no?
D. Se adesso è importante conoscere i fondamenti della grammatica…
R. Sì [detto con faccia leggermente contrita)… io… cosa m’ha chiesto, scusi?
D. Allora, il participio passato del verbo ‘avere’…
R. ’Io ebbi’.
D. No, quello è sempre il passato remoto.
R. Passato remoto… [ma la risposta resta nell’ombra]
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ON. VASCON
D. … perché è importante, comunque, che ci sia una conoscenza della grammatica, della lingua italiana di base…
R. Sì, sì, è esattamente così…
D. E me lo dice il passato remoto di ‘cuocere’?
R. [camminando e gesticolando con le mani] Non mi faccia gli esami a me, e faccia qualcosa di più utile… Noi siamo gentili e cortesi, rompete le palle, rom-pe-te le pal-le [si allontana con una grande uscita di scena]!
D. Ma che male c’è nel passato remoto, scusi?
R. Ma vaff******
D. Le ho chiesto il passato remoto, perché si arrabbia?
R. [facendo marcia indietro e poggiando una mano sulla spalla dell’intervistatrice, per poi riprendere il proprio cammino a testa alta] Impara, vai a scuola, cafoncella!
ON. RIZZI
D. È importante sapere il passato remoto di ‘cuocere’.
R. Beh, è fuori dubbio che è importante.
D. Qual è il passato remoto?
R. Di che cosa?
D. Di ‘cuocere’.
R. ‘Cotto’, diciamo ‘Cotto’.
D. È importante sapere chi ha scritto le grandi opere, per esempio chi ha scritto ‘A Silvia’…
R. Non lo so chi ha scritto ‘A Silvia’, ma ci son cose che a un bel momento non è che si può sapere tutto’.
D. Chi ha dipinto ‘L’ultima Cena’?
R. Bah, non me lo ricordo, io. Non è che adesso si può… [emette un suono stranissimo, tra una risata e un conato di vomito] Scusi, eh… a un bel momento, è inutile che andiamo a prendere tutti i particolari, è il principio che conta.
D. Se ho capito bene, è importante il principio che bisogna conoscere la lingua italiana e la cultura italiana, ma non è importante poi conoscerla veramente…
R. Ma è il principio, poi dopo, strada facendo…
D. … se ne frega.
R. Appunto per quello…
ON. PAGLIARINI
D. Mi dica almeno di chi è ‘L’infinito’.
R. Guardi che mi aspettano, dai…
D. Le do due possibilità: Leopardi o Manzoni.
R. Ma no, lo so benissimo che è di… [ride e si interrompe]
D. Di… ?
R. No, no, dai…
D. Di… ?
R. [dopo aver farfugliato qualcosa di incomprensibile] Mi lasci andare, dai…
ON. CALLIGARO
D. Se dico ‘I Malavoglia’?
R. ‘I Malavoglia’… ho già qualche difficoltà…
D. Azzardiamo un autore su ‘I Malavoglia’?
R. [dopo lunga inspirazione e pausa di riflessione] Non me lo ricordo, sinceramente…
D. Lei lo sa il passato remoto di ‘cuocere’?
R. Eehhh [nuova pausa di riflessione]… passato remoto di ‘cuocere’… ‘io cuocei’, ‘tu cuocesti’, ‘egli cuo… co… cosse’.
D. Qual è il participio passato del verbo ‘avere’?
R. ‘Io ebbi’.
D. [dopo silenzio imbarazzato] Quello è il passato remoto, il participio passato…
R. [terza pausa di riflessione] No, no, aspetti, lei mi mette in difficoltà, no?
D. Se adesso è importante conoscere i fondamenti della grammatica…
R. Sì [detto con faccia leggermente contrita)… io… cosa m’ha chiesto, scusi?
D. Allora, il participio passato del verbo ‘avere’…
R. ’Io ebbi’.
D. No, quello è sempre il passato remoto.
R. Passato remoto… [ma la risposta resta nell’ombra]
Federica
25 commenti:
Un ringraziamento a Federica (lettrice amica) per questo post!
ahah i peggiori, della serie "predicano bene e razzolano male" (non che avessi mai avuto dubbi in proposito).
PS: federica su nonciclopedia fa rima con 'mano amica'....ahahahaha :)
salut!
devi smettere di leggere questa nonciclopedia, è chiaro?!? Ti stai facendo portare sulla cattiva strada!!! ;-P
Il BarCamp(odefiori) è vero, Alberto. E' il terzo incontro che organizziamo, speriamo che stavolta a Roma riusciamo a incontrare più persone.
A Napoli eravamo otto, a Genova cinque ma ti giuro che sono state giornate piacevoli. Se pensi davvero di venire, poi ti faccio sapere i dettagli.
Fortuna che loro sono nati in Italia..
@mauro: bene bene, allora a fine mese ne riparliamo un po'.
@duhangst: altrimenti sai che calci nel deretano!!!
Io vorrei (condizionale) prenderli tutti a calci nel sedere.
Anch'io la sapevo sta storia della mano amica, ma non ho letto nessuna nonciclopedia.
è stupenda nonciclopedia... (alcune cose)
gnè?
vabbè lasciamo perdere...
questaè gente che tenta di far credere che il razzismo sia una cosa che va a vantaggio di chi lo subisce... come i ghetti aiutavano gli ebrei... d'altra parte anche i campi di sterminio venivano chiamati campi di lavoro.
Il problema vero è che il popolo è contento di stare in mano a questa gente... quindi vuol dire che questo ci meritiamo!!!!
LOL, hanno studiato pure loro in classi separate?
@gds: straquoto.
@flo: maestro unico, of course! D'altra parte i risultati sono stati talmente brillanti che sarebbe stato un peccato non condividerli con tutto il Paese.
Da quale puntata sono tratte le interviste?
Simo
l'ultima!
Mi corre l'obbigo di un 'errata corrige': non l'ultima, ma quella del 21 ottobre. Sul sito linkato dal grazioso Alberto si trova facilmente il video con le interviste fatidiche. Così sarà possibile un raffronto con la mia (impeccabile) trascrizione, che 1) ha raggruppato le domande per ministro anziché 'mescolare le carte' come nel servizio, 2) si è avvalsa di qualche 'notazione di colore' tra parentesi quadre.
"grazioso"... ehheeeh
Albi, gnè è mio fratello.
Ah, i nostri politici! dovremmo gettarli tutti nel trono di ceramica e tirare lo sciacquone!Anche noi abbiam o trattato l'argomento, spero verrai a farti due risate in tualet!
Certo! Giusto il tempo di munirmi di morbido rotolo e sarò da voi!
predicano bene e razzolano ancora meglio direi. Ma non starebbero meglio in mezzo ad un campo a zappare?
Ok, questo conferma ancor più che in Italia la meritocrazia è morta da tempo. E che la maggior parte dei nostri politici (non ci credo solo quelli della Lega...) sono 'gnurant!
certo, l'italiano serve per andare a scuola mica per rappresentare gli italiani in parlamento! per quello bastano un paio di condanne penali e qualche mazzetta...
che paese... (e mi fermo qui!)
un caro saluto
clauds
la ragazzina ucraina che c'è nella mia classe le avrebbe sapute tutte (e, per inciso, conosce A Silvia a memoria)....
può aspirare ad entrare in Parlamento?
per la verità con questo governo al massimo le fanno guadagnare una poltrona nel primo mezzo di trasporto in grado di riportarla a casa. O tempora, o mores!
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