In pochi giorni hanno chiuso i battenti ben quattro ristoranti Mcdonald’s della città. Fallimento della società licenziataria, concorrenza sleale della casa madre, cattiva gestione… se ne sono dette obiettivamente tante e credo che nessuno saprà mai la verità. Ammesso che a qualcuno possa interessare!
Personalmente non mi strapperò i capelli per la chiusura di questo paio di ristoranti, un po’ perché ho sempre visto con un certo scetticismo quel pagliaccio della pubblicità che mi da tanto l’idea di uno che ha molto da nascondere (non mi meraviglierei se si scoprisse che dietro tutto quel trucco si nasconde un violentatore di mucche da macello) e un po’ perché sono del parere che di tutti questi Mcdonald’s, dopotutto, non abbiamo cosa farcene.
Senza scomodare la questione trita e ritrita dell’americanizzazione, baluardo inespugnabile dei discorsi di ogni sinistroide impegnato che si rispetti, nessuno può negare che, benché pieni di problemi, noi italiani, dopotutto, abbiamo avuto il merito di resistere alla moda dei fast food. Ovviamente, come con tutte le generalizzazioni, il rischio è quello di semplificare questioni che richiederebbero fiumi e fiumi di bit. Gli italiani sanno mangiare: accettare la cosa come fosse un postulato di geometria è senza dubbio un voler chiudere gli occhi davanti a certe realtà sconcertanti, se consideriamo esperienze extrasensoriali quali il ristorante cinese o il ristorante arabo dove per “extrasensorialità” si intende il mangiare carne di cane o scarafaggi in salamoia.
È un po’ come quando si dice che gli italiani vestono bene perché i più grandi stilisti sono italiani: andatelo a dire a tutti i ricchi che si vestono di stracci o a quegli straccioni che si vestono da tronisti!
Il punto è che, con tutte le cose che la nostra cucina offre, finire con il nutrirsi di un panino “finto” con un botto di vere calorie è davvero da stolti. Badate bene, non ho alcuna intenzione di portare avanti un discorso da salutista insopportabile da “TG2 Salute” che di inverno consiglia verdure e d’estate ci propone il solito gelato sostitutivo del pasto (senza capire che le due palluccelle di limone e fragola il grande specialista se le può ingurgitare dal lato da cui non si ingrassa), ne faccio proprio un discorso di convenienza!
Facciamo un esempio pratico: prendiamo il cosiddetto Big Tasty e un prototipo di ragazzino famelico (Gennarino Esposito), uno di quei quindicenni magri e magnoni che farebbero rosicare anche, che ne so… Papa Ratzinger (chi sfoggia uno scarpino rosso di Prada non può se non essere il classico malignetto geloso dell’altrui pesoforma)!!
Per intenderci questo:

Ebbene questo panino arricchisce Gennarino della bellezza di 847 Kcal. Il nostro prototipo, in luogo del suo panino, avrebbe potuto mangiare un piattone di 300gr. di gnocchi (345 Kcal) e una bistecca di 250 kg. (325 kcal), risparmiando suppergiù un 200 Kcal. Se poi consideriamo che vicino al panino sono praticamente d’obbligo le patatine (650 Kcal) e la Coca-Cola (200 Kcal), è facile rendersi conto che del pasto alternativo Gennarino avrebbe potuto senza dubbio fare il bis e concluderlo con dolce e caffè.
In tutta evidenza, non ci vogliono i fisici del CERN per capire che tenersi lontani dal Mcdonald’s finisce con l’essere più una missione di autoconservazione che un’espressione di snobismo da modella.
Insomma, prendendo spunto da quel buonismo da “TG2 Salute” del tipo “tutto si può mangiare purché con moderazione” (frase di un qualunquismo senza precedenti che ha però il merito di far passare la fame per davvero) vi dico che, in merito alla faccenda fast food, ci si dovrebbe comportare come con tutte le cose pericolose e nocive della vita: continuare a farle con consapevolezza. Così come con le sigarette, chi decide di consumate un pasto al McDonald’s dovrebbe poter vedere scritto (per es. sulla tovaglietta) a caratteri cubitali le calorie che sta ingurgitando.
Sembra una cosa facile, ma non lo è: la consapevolezza non è da tutti, perché richiede una buona dose di dignità e onestà che, vi assicuro, mancano a molti! Se il fumatore incallito si fa mettere puntualmente da parte dal tabaccaio il pacchetto con l’avviso destinato alla donna incinta così da potersi gustare beatamente le proprie sigarette nella consapevolezza che l’unica cosa di cui potrebbe essere gravido è ciò che depositerà a fine giornata nella tazza del cesso, allo stesso modo chi legge il numerino di calorie di un panino senza avere la minima contezza del loro significato continuerà ad ingurgitare morbido, tenero, profumatissimo… POLISTIROLO!
Non è tutto. Prima di congedarmi vi propongo un esperimento a dir poco agghiacciante che ho trovato su internet in merito alla capacità di resistenza all’usura del tempo dei panini e, soprattutto, delle patatine di McDonald’s.
Forse uno dei motivi per spiegare lo scarso successo dei fast food è proprio l’informazione. Oggi basta molto poco per avere risposte esaurienti a quesiti del tipo: ma perché l’inserviente del McDonald’s butta intere buste di panini invenduti? Come mai per quelle patatine il tempo sembra non passare mai? Da che dipenderà mai il senso di spossatezza e soffocamento che segue alla gara a chi finisce prima il suo panino? Quale mistero si nasconde dietro al cetriolo verde fosforescente del Big Mac che tutto il mondo scarta, ma che non hanno mai avuto il coraggio di eliminare dalla ricetta?
Troppi sospetti. Seppure arretrati in tante cose, siamo avanti quel tanto che basta per capire che quanto a tradizioni alimentari (almeno quelle!) non abbiamo nulla da imparare.
Concludo con parole profonde e piene di significato che fanno riflettere da generazioni.
Ma tu vulive 'a pizza,
'a pizza, 'a pizza,
cu 'a pummarola 'ncoppa...
'a pizza e niente cchiù!...
Senza scomodare la questione trita e ritrita dell’americanizzazione, baluardo inespugnabile dei discorsi di ogni sinistroide impegnato che si rispetti, nessuno può negare che, benché pieni di problemi, noi italiani, dopotutto, abbiamo avuto il merito di resistere alla moda dei fast food. Ovviamente, come con tutte le generalizzazioni, il rischio è quello di semplificare questioni che richiederebbero fiumi e fiumi di bit. Gli italiani sanno mangiare: accettare la cosa come fosse un postulato di geometria è senza dubbio un voler chiudere gli occhi davanti a certe realtà sconcertanti, se consideriamo esperienze extrasensoriali quali il ristorante cinese o il ristorante arabo dove per “extrasensorialità” si intende il mangiare carne di cane o scarafaggi in salamoia.
È un po’ come quando si dice che gli italiani vestono bene perché i più grandi stilisti sono italiani: andatelo a dire a tutti i ricchi che si vestono di stracci o a quegli straccioni che si vestono da tronisti!
Il punto è che, con tutte le cose che la nostra cucina offre, finire con il nutrirsi di un panino “finto” con un botto di vere calorie è davvero da stolti. Badate bene, non ho alcuna intenzione di portare avanti un discorso da salutista insopportabile da “TG2 Salute” che di inverno consiglia verdure e d’estate ci propone il solito gelato sostitutivo del pasto (senza capire che le due palluccelle di limone e fragola il grande specialista se le può ingurgitare dal lato da cui non si ingrassa), ne faccio proprio un discorso di convenienza!
Facciamo un esempio pratico: prendiamo il cosiddetto Big Tasty e un prototipo di ragazzino famelico (Gennarino Esposito), uno di quei quindicenni magri e magnoni che farebbero rosicare anche, che ne so… Papa Ratzinger (chi sfoggia uno scarpino rosso di Prada non può se non essere il classico malignetto geloso dell’altrui pesoforma)!!
Per intenderci questo:

Ebbene questo panino arricchisce Gennarino della bellezza di 847 Kcal. Il nostro prototipo, in luogo del suo panino, avrebbe potuto mangiare un piattone di 300gr. di gnocchi (345 Kcal) e una bistecca di 250 kg. (325 kcal), risparmiando suppergiù un 200 Kcal. Se poi consideriamo che vicino al panino sono praticamente d’obbligo le patatine (650 Kcal) e la Coca-Cola (200 Kcal), è facile rendersi conto che del pasto alternativo Gennarino avrebbe potuto senza dubbio fare il bis e concluderlo con dolce e caffè.
In tutta evidenza, non ci vogliono i fisici del CERN per capire che tenersi lontani dal Mcdonald’s finisce con l’essere più una missione di autoconservazione che un’espressione di snobismo da modella.
Insomma, prendendo spunto da quel buonismo da “TG2 Salute” del tipo “tutto si può mangiare purché con moderazione” (frase di un qualunquismo senza precedenti che ha però il merito di far passare la fame per davvero) vi dico che, in merito alla faccenda fast food, ci si dovrebbe comportare come con tutte le cose pericolose e nocive della vita: continuare a farle con consapevolezza. Così come con le sigarette, chi decide di consumate un pasto al McDonald’s dovrebbe poter vedere scritto (per es. sulla tovaglietta) a caratteri cubitali le calorie che sta ingurgitando.
Sembra una cosa facile, ma non lo è: la consapevolezza non è da tutti, perché richiede una buona dose di dignità e onestà che, vi assicuro, mancano a molti! Se il fumatore incallito si fa mettere puntualmente da parte dal tabaccaio il pacchetto con l’avviso destinato alla donna incinta così da potersi gustare beatamente le proprie sigarette nella consapevolezza che l’unica cosa di cui potrebbe essere gravido è ciò che depositerà a fine giornata nella tazza del cesso, allo stesso modo chi legge il numerino di calorie di un panino senza avere la minima contezza del loro significato continuerà ad ingurgitare morbido, tenero, profumatissimo… POLISTIROLO!
Non è tutto. Prima di congedarmi vi propongo un esperimento a dir poco agghiacciante che ho trovato su internet in merito alla capacità di resistenza all’usura del tempo dei panini e, soprattutto, delle patatine di McDonald’s.
Forse uno dei motivi per spiegare lo scarso successo dei fast food è proprio l’informazione. Oggi basta molto poco per avere risposte esaurienti a quesiti del tipo: ma perché l’inserviente del McDonald’s butta intere buste di panini invenduti? Come mai per quelle patatine il tempo sembra non passare mai? Da che dipenderà mai il senso di spossatezza e soffocamento che segue alla gara a chi finisce prima il suo panino? Quale mistero si nasconde dietro al cetriolo verde fosforescente del Big Mac che tutto il mondo scarta, ma che non hanno mai avuto il coraggio di eliminare dalla ricetta?
Troppi sospetti. Seppure arretrati in tante cose, siamo avanti quel tanto che basta per capire che quanto a tradizioni alimentari (almeno quelle!) non abbiamo nulla da imparare.
Concludo con parole profonde e piene di significato che fanno riflettere da generazioni.
Ma tu vulive 'a pizza,
'a pizza, 'a pizza,
cu 'a pummarola 'ncoppa...
'a pizza e niente cchiù!...
28 commenti:
Facendo l'avvocato del diavolo devo dire che McDonald mi ha salvato spesso all'università sia per l'esegua disponibilità economica sia per alcuni orari assurdi ai quali si aveva fame.
Non credo che piangerò per la chiusura.
Io voglio provare la bistecca da 250 Kg! Comunque io di quei paninetti di Mc ne potrei mangiare 100 e mai ingrasserei!
Random
insomma, sei ben rappresentato dal prototipo "Gennarino Esposito". Buon per te!
'Il Big Mac è perfetto com'é'... come arma chimica!
che schifo il cetriolooooo
Mio caro e stimatissimo Alberto, mi cadi sul pisello o forse come un pisello. Parli di qualunquismo e poi pubblichi il post più qualunquista della storia di Pepenero, un blog qualunquista per nulla.
Il Fast Food ha il suo perché ed è tutt'altro che banale. Come dice la parola stessa, il fast food è essenziale quando si ha poco tempo per mangiare ma si vuole riempire lo stomaco. In quest'ottica, i fast food sono una manna dal cielo e non c'è assolutamente niente di male nel consumare un pasto lì.
Il problema è che alcune persone (negli Stati Uniti molte persone -e si vede-) sostituiscono la normale dieta giornaliera col Big Mac.
SuperSizeMe è un gran bel documentario, ma ha senso per gli USA dove, effettivamente, molte persone mangiano nelle decine e decine di catene di fast food anche tre volte al giorno. Si può dire lo stesso qui in Italia? Metterei la mano sul fuoco affermando il contrario, al massimo qualcuno fa il pranzo tutti i giorni (che non è proprio salutare).
Per quanto riguarda l'annosa questione dell'igiene e della qualità, onestamente, mi fido più di McDonald e Burger King che di un pub a via Bausan o uno di quei pub rigorosamente a luci basse, dove non puoi neanche vedere cosa mangi.
E poi, si dica quello che si vuole, ma alcuni panini sono veramente buoni. Personalmente, le patatine mi fanno vomitare, lo ammetto.
Ciao qualunquista dei miei stivali!
qui di macdonalds ne abbiamo due in due, uno in centro commerciale un po fuori città, l'altro è un mc ristorante sempre fuori mano. Quello in centro l'hanno chiuso, non poteva competere con pizzerie al taglio, paninari autoctoni e via dicendo...
@andrea: Bah, sinceramente non ho capito cosa precisamente di questo post possa giustificare l’uso dell’appellativo “pisello qualunquista”.
Il concetto di fast food credo sia chiaro a tutti. Il punto è che anche per il pasto da consumare in pochi minuti abbiamo soluzioni "nostrane" decisamente più salutari.
Tra l'altro non mi sono limitato a dire che un panino da fast food fa male, fa ingrassare etc. ma ho cercato di seguire un ragionamento un po’ più “concreto”.
Riservare l’educazione alimentare o la semplice informazione su quello che si mangia agli americani che si "abboffano" di panini mi sembra poi l’ultima delle puttanate. Una dichiarazione che si commenta da sola.
Quindi riprenditi virtualmente il commento e va’ cagher!
;-)
Ricordo tempi in cui tu eri uno di quei bambini che faceva a gara...
si infatti la cosa è molto autobiografica!
Davvero è agghiacciante l'esperimento che hai linkato, ho saputo notize sconvolgenti anche da una "insider", ad esempio l'insalata disidratata che gettano in acqua per farla somigliare a qualcosa di commestibile.
Per festeggiare queste chiusure ci vorrebbe una bella spaghettata, alla faccia dell'inquietante pagliaccio!
Lo so che risulterò volgare e politically incorrect ma non posso sottrarmi al tuo gioco di parole e chiuderlo:
ai ricchi che si vestono di stracci, agli straccioni che si vestono da tronisti,
aggiungerei quei tronisti che si vestono da ricchioni.
ahahahahahah ci sta ci sta!
Oh Pepepisello, che risposta piccata!
La soluzione nostrana più comune per i partenopei è il trancio di pizza o la pizza a libretto. Personalmente, un trancio di pizza o una pizza a libretto non mi saziano, ne devo comprare due oppure abbinarli ad un ricco euro di zeppole, grondanti olio e sale. Non proprio salutare neanche questa soluzione.
Un panino, preferibilmente di Burger King, per lo meno mi sazia e se ho 10 minuti per mangiare, mi fa comodo. Se per un intera settimana ho pochissimo tempo per consumare il pasto quotidiano, allora dovrei ingegnarmi per trovare una soluzione alternativa per non finire come quello di SuperSizeMe (13kg in un mese).
L'educazione alimentare è per tutti, non solo per i cicciabomba americani, ma ho la sensazione che ci sia troppo allarmismo qui in Italia.
Ripeto, lungi da me il voler fare un'apologia dei fast food e della genuinità dei loro prodotti, secondo me si esagera sempre. E poi, come puoi resistere a quell'adorabile gingolino "parappappapaaaa i'm lovin' it"
bah..sinceramente il Mcdonald è si buono quando hai i crampi dalla fame ma...cazzo, una bella fetta di pizza è mooolto meglio!!! è più sana, costa meno, sazia di più..
w la pizza!!
uè uè
@andrea: ma stiamo veramente discutendo su un panino di mcdonald's ??? Ma ti sei svegliato storto?
@spritz: e la conclusione "uè uè" da quel tocco di folklore che non guasta mai...
In verità, in verità ti dico, sono D-Fens e sì, mi impunto su un panino.
Ma spritz ha ragione, quindi proporrei di concludere con un "simme 'e Napule paisà"
Che schifo questo video! E' da una vita che non entro in un McDonalds, una cosa però è certa, nel caso in cui dovessi ritornarci non mangerò più le patatine!
@andrea: zàn zàn!
@laura: e non è che mangiando il panino risolvi molto, eh! Prendi anche tu la pizza al trancio come spritz e andrea. Stamm'a sentì!!!
zàn zàn!!!
Però...una volta ogni tanto...su su! A me quei panini di gomma e quelle patatine di plastica, un paio di volte all'anno, piacciono pure.
premettendo che quell'esperimento è allucinante, e che il cetriolo dei panini di mc donald rimane sullo stomaco anche se prendi un panino dove il cetriolo non c'è, ricordo che svariato tempo fà sul mio blog feci un post sul docufilm "Super size me" nel quale l'attore mi pare proprio quello del filmato messo da te.
Mi ricordo preciso preciso il senso di colpa che ho provato nell'aver mangiato li anche solo tipo una volta in un anno, soprattutto per chi come me appassionato di cucina, sa quanto è migliore la nostra cucina e quanto sia anche più facilmente fruibile.
Il tuo ragionamento non fa una piega, ma purtroppo milano e roma sfuggono alla logica e sono zeppi di mc se a roma i clienti principali saranno anche i turisti, a milano mi sa che c'è proprio una questione culturale che andrebbe affrontata.
Io sono amante e curioso dell'esotivo, mi piace provare gusti diversi e lontani, però concordo in pieno sul fatto che c'è troppo di più nella nostra cultura alimentare e c'è troppo di meglio per poter lasciare il campo ad un gusto preconfezionato ed artificiale.
Basterebbe fare un esperimento che ne so un viaggio in auto tra napoli e milano, invece che in autostrada fatto su una statale, e fermarsi a mangiare ad una qualsiasi trattoria lungo la strada, che fa prodotti tipici di quel luogo... secondo me difficilmente si trova un posto dove non si mangia bene.
no io e il mcdonalds siamo 2 cose opposte O_O ... adoro solo il sunday .... gustoso caramellooo slurp.
Ma non è meglio un bel piatto di pasta alla matricana????
Quelle poche volte che ho mangiato da McDonald non riuscivo a capire cosa ci fosse dentro al panino. Sapeva di tutto fuorchè di carne. In ogni caso ho smesso di andarci. Però devo dire che il MacDonald della mia città la domenica sera è sempre pieno di gente, soprattutto di genitori con bambini.
Evidentemente fare un pasto completo con 5 euro è un'attrattiva molto forte per un sacco di gente.
Che tristezza!
Ho un deja vue! non l'avevi gia' pubblicato questo post?
Simone
@simone: vero! Il fatto è che l'ho ripubblicato per inserire le tag di technorati.
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