06 novembre 2007

Hai davvero il coraggio di definirti normale?

L'obiettivo di questo post sarà quello di spiegare un libro come Il Giovane Holden in poche battute ma soprattutto senza ricorrere, dove possibile, alla trama o all'insieme di termini da libro di letteratura; richiami che, oltre a rischiare di interessare poco, potrebbero in realtà tradire un inesistente intento di spiegazione.

Sarebbe stupido nascondere la mia delusione, a libro finito, circa l'effettiva portata dell'intreccio: il titolo - tra l'altro creazione tutta italiana di fronte ad insuperabili problemi di traduzione - e l'enigmatica copertina bianca evocavano in me qualcosa di più "articolato".
Non sono state invece assolutamente disattese le aspettative circa il protagonista, a torto considerato simbolo di inquietudine adolescenziale, e la traccia che questi lascia di se nel lettore e nella letteratura novecentesca in generale.
Risulterà facile a chi legge scorgere qualche tratto del proprio modo di essere e sentire: io per esempio ho saputo apprezzare moltissimo il cipiglio isterico, irrazionale, quasi nevrotico che pervade costantemente il protagonista di questo bel libro oltre che, di tanto in tanto, il proprietario di questo blog (ma, diciamocelo, tutta la società moderna) ed in questo Salinger sembra davvero essere esponente di quel filone antieroico che pone sotto i riflettori persone normali con problemi reali e che, a mio avviso, costituisce anche motivo dominante del fenomeno dei diari on line e del loro successo.

Curiosità: il libro è stato trovato tra le mani di Mark Chapman, omicida di John Lennon, il quale ha dichiarato di aver trovato tra le parole del Salinger la sua ispirazione. Questo tuttavia non deve fare assolutamente pensare a quella di Holden Caulfield come una storia di un pazzo o di un disadattato quanto piuttosto momento di critica e ribellione alla moderna concezione di normalità identificata, oggi ancora più che allora, in una serie di schemi di vita con i quali veniamo quasi programmati e al di fuori dei quali diveniamo improvvisamente diavoli.

10 commenti:

duhangst ha detto...

L'avevo letto quando andavo a scuola, forse e ora che lo rispolveri, all'epoca non seppi apprezzarne la lettura.

Isabel Green ha detto...

è uno dei miei libri preferiti. ma bisogna leggerlo da "grandi" secondo me per apprezzarlo pienamente!

Alberto ha detto...

D'altra parte è così per tutte le cose della vita: cambiando la sensibilità impariamo ad osservarle sotto altri punti di vista.

Andrea ha detto...

Probabilmente l'avessi letto un paio di anni fa te ne saresti innamorato. L'ho letto a 14 anni, mi è rimasto nella memoria con molto piacere.

Probabilmente ora non piacerebbe neanche a me. Un po' come leggere Siddharta a 48 anni: lo si troverebbe vuoto e dal successo immeritato.

Passero ha detto...

Appena lessi le prime pagine rimasi colpito dal linguaggio e rimasi colpito dal personaggio.

Lo rilessi qualche anno fa in lingua originale e conservava lo stesso fascino.

Stefigno ha detto...

a me quel libro piacque molto...

sorellecontro ha detto...

io ho amato "il giovane holden" da adolescente...ma credo che se lo rileggessi adesso mi farebbe tutto un altro effetto...

ps: caro pepe sei disattento...ho fatto un post con il tuo meme il giorno stesso in cui vidi la mia "nomination"...lo trovi prima di quello in cui mi lagno dei vermi!

guccia ha detto...

Io, invece, non l'ho sentito. Sarà una questione di snobbismo, ma il linguaggio volutamente trascurato proprio non mi è andato giù, la considero un'operazione superficiale, ci vuole ben altro per descrivere "il vero".

Simona ha detto...

forse anch'io l'ho letto troppo presto, ricordo di non averlo amato troppo e di averlo ritenuto un po' sopravvalutato. Chissà cosa penserei oggi rileggendolo.

clyde ha detto...

è un libro strano...anch'io letto da grande e non l'ho apprezzato fino quasi alla fine...quando ho capito che la forza "rivoluzionaria" del libro non stava nel racconto in sé ma nel senso di ribaltamento delle convenzioni e dei punti di vista. Eppoi mi ha aperto gli occhi su un po' di mie paturnie. :)

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